Nell'Antica Grecia gli uomini ogni sera per conversare si riunivano nella casa di un ricco. Qui avveniva il Simposio
(ovvero "cena") nel quale gli amici, rispettando i principi
dell'ospitalità e dell'avvenimento, si lavavano le mani, il corpo, e poi
sorseggiavano buon vino. Successivamente uno degli invitati sceglieva
un tema per la discussione e cominciavano a dialogare fino alla fine
della nottata.
Luciano De Crescenzo propone il dialogo di Platone.
Nel dialogo di Platone, Socrate partecipa a un banchetto serale (appunto il simposio) condotto dal poeta Agatone. Gli invitati oltre al filosofo sono Fedro, Eurissimaco, Aristofane, Pausania, Aristodemo (che racconta poi la vicenda all'amico Apollodoro) e infine l'imbucato Alcibiade.
Nel simposio
greco si osservavano severe regole: bisognava lavarsi le mani, mangiare
in abbondanza, risciacquarsi le mani, bere a sazietà vino mischiato a
miele e poi conversare con gli amici. Nella sala erano ammessi solo
uomini (le donne dovevano dormire nel gineceo) che. se volevano,
potevano giacere nel triclinio di un loro compagno.
Socrate giunge solo verso la fine del banchetto, dato che durante il
viaggio si era fermato a meditare e gli amici, dopo aver mangiato e
bevuto, decidono di parlare dell'Amore (Eros). Eurissimaco propone
l'argomento e Fedro inizia a esprimere i suoi pareri. Per lui l'Amore è
il più antico di tutti gli Dei, come dice Esiodo e che ogni cosa che è bella, ed è amata, equivale al bene.
Il secondo a parlare è Pausania, egli afferma che esistono due tipi di Amore, collegati alla dea Afrodite.
In base all'etica di comportamento di un amante e di un amato si
stabilisce il genere di dea. Esiste Afrodite Urania, simbolo del
sentimento, e Afrodite Pandemia, rappresentante della lussuria e
dell'amore volgare.
Il terzo a prendere la parola è Eurissimaco, perché Aristofane ha la
tosse; secondo lui esistono vari tipi di amore, il più benefico e
speciale è quello collegato alla medicina e alla salute, essendo
Eurissimaco un medico.
Ma Aristofane lo interrompe per dire la sua: in un tempo remoto sulla
terra esistevano esseri detti "Androgini" possedenti quattro braccia,
quattro gambe, due teste, quattro occhi eccetera, molto superbi e
sfrontati. Per questo Zeus
li ha puniti dividendoli in due. Dalla spaccatura sono nati gli uomini e
le donne e insieme a loro il desiderio d'amore di unirsi l'uno con
l'altra.
L'ultimo a parlare è Socrate: secondo lui Amore è il risultato
dell'unione amorosa degli dei Espediente e Povertà, il primo furbo e
imbroglione, l'altra misera e malconcia. Quindi Amore sarebbe un dio
povero e imbroglione che andrebbe insidiando le menti dei giovani e
delle ragazze e compiendo tutti i mali possibili.
Dopo una contestazione da parte degli invitati nella sala fa irruzione
Alcibiade ubriaco chiedendo di unirsi al simposio. Questi si va a sedere
nel triclinio di Agatone, frapponendosi fra lui e Socrate, il suo
amante e si mette a discorrere con gli altri. Poi, provato dal desiderio
di amore e rispetto per il compagno, comincia a esprimere i suoi
pensieri riguardo al filosofo. Alcibiade si era innamorato di Socrate
sin da quando lo aveva sentito usare per la prima volta la sua
"dialettica" e ha tentato tutto pur di essere ricambiato da lui,
riuscendoci alla fine, ma in parte.
Fonte: Wikipedia
Nessun commento:
Posta un commento