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venerdì 13 settembre 2013
Chat chattare
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venerdì 6 settembre 2013
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mercoledì 28 agosto 2013
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giovedì 22 agosto 2013
La chat senza registrazione
Chat senza registrarsi è adatta per tutti quelli che vogliono entrare in una chat chattare senza dover perdere tempo in inutili registrazioni. Libera chat piena di ragazzi e ragazze che cercano un amore romantico da vivere nella nostra chat italia.
domenica 18 agosto 2013
Dall'amore romantico all'amore digitale
Internet è ormai entrato prepotentemente a far parte delle nostre vite, del nostro lavoro, estendendo la sua influenza anche ai corteggiamenti ed affetti.
Siamo passati dagli “amanti di penna” di atavica memoria, agli “amanti di chat”.
Gli “amanti di penna”, amanti che oggi chiameremmo virtuali, mantenevano in vita il loro legame d’amore, mediante lunghissime lettere , diari di bordo emotivi, che contenevano fantasie, emozioni, desideri, peccaminose confessioni e tantissimo altro.
Siamo passati dagli “amanti di penna” di atavica memoria, agli “amanti di chat”.
Gli “amanti di penna”, amanti che oggi chiameremmo virtuali, mantenevano in vita il loro legame d’amore, mediante lunghissime lettere , diari di bordo emotivi, che contenevano fantasie, emozioni, desideri, peccaminose confessioni e tantissimo altro.
Non sempre poi lo scambio epistolare si trasformava in realtà ed in fisicità, ma aveva un chiaro scopo conoscitivo e fortemente erotizzante e, quando dalla penna si giungeva al talamo, la conoscenza mentale ed emozionale era talmente tale e tanta, che i due amanti avevano la sensazione di conoscersi da sempre, perché la scrittura aveva messo a nudo le loro anime e le loro menti.
Dagli amanti di penna, siamo passati oggi all’eros al computer, ai social network, alle e-mail, a nuove forme di comunicazione, più lapidarie e forse meno romantiche che azzerano il tempo dell’attesa e dell’altro.
L’amore ai tempi di internet, soprattutto per le “generazioni digitali”, fa spesso transitare la dimensione di estrema segretezza, correlata al sentimento elitario dell’amore, alla dimensione della condivisione, dei “sentimenti digitali”, spesso nativi dei social network.
Dagli amanti di penna, siamo passati oggi all’eros al computer, ai social network, alle e-mail, a nuove forme di comunicazione, più lapidarie e forse meno romantiche che azzerano il tempo dell’attesa e dell’altro.
L’amore ai tempi di internet, soprattutto per le “generazioni digitali”, fa spesso transitare la dimensione di estrema segretezza, correlata al sentimento elitario dell’amore, alla dimensione della condivisione, dei “sentimenti digitali”, spesso nativi dei social network.
- Come amano i giovani di oggi?
- Sono ancora in grado di corteggiare?
- Conoscono il tempo dell’attesa, di una cena, dell’altro\a?
- Il corteggiamento di oggi, sempre nel caso esista ancora, ha lo stesso sapore di quello di qualche decennio addietro?
- Sono ancora in grado di corteggiare?
- Conoscono il tempo dell’attesa, di una cena, dell’altro\a?
- Il corteggiamento di oggi, sempre nel caso esista ancora, ha lo stesso sapore di quello di qualche decennio addietro?
Da quando collaboro con Medicitalia, ricevo infinite e-mail e richieste di consulenza di adolescenti e non solo, innamorati, sedotti ed abbandonati da “innamorati virtuali”, presenti solo in chat e, talvolta mai transitati alla dimensione reale.
Presunti e presenti innamorati, amori, fidanzati, amanti che compaiono nell’etere e dall’etere spariscono, che seducono, emozionano ed abbandonano... e vite concrete che seguono altri binari affettivi\relazionali.
Presunti e presenti innamorati, amori, fidanzati, amanti che compaiono nell’etere e dall’etere spariscono, che seducono, emozionano ed abbandonano... e vite concrete che seguono altri binari affettivi\relazionali.
La dimensione imperante tra gli adolescenti di oggi, è quella di un “analfabetismo emozionale esessuale”, una non conoscenza del linguaggio dei sentimenti, dell’amore, della “verbalizzazione del sentire” ed il web, con le sue modalità lapidarie, spesso rappresenta una valida strategie per non comunicare.
- Puo’ esistere un amore ad ogni clic?
- E quando l’amore, la seduzione, la “relazione virtuale” termina, un risolutivo clic, può far transitare l’altro\a in una dimensione di oblio?- L’amore ai tempi di internet, gode di buona salute?- Il corteggiamento si è estinto per colpa della tecnologia o ha forse cambiato veste?
- E quando l’amore, la seduzione, la “relazione virtuale” termina, un risolutivo clic, può far transitare l’altro\a in una dimensione di oblio?- L’amore ai tempi di internet, gode di buona salute?- Il corteggiamento si è estinto per colpa della tecnologia o ha forse cambiato veste?
Internet ed i suoi strumenti però, non ha solo una connotazione negativa, ma rappresenta una forma di importante innovazione.
L’immediatezza della comunicazione, delle connessioni, degli scambi lavorativi ed affettivi, la sensazione di esserci sempre anche a chilometri di distanza, conferisce alla comunicazione digitale, un valore aggiunto, assoluto, nuovo e di grande importanza ed utilità.
Sembra che il sentimento piu' antico del mondo oggi, abbia però bisogno di un monitor ed una confortevole distanza cautelativa, per far sentire a proprio agio molti giovani , sia nel corteggiamento, che nell’espressione delle emozioni più intime ed autentiche.
Lo strumento informatico viene adoperato per instaurare una relazione amorosa e, sembra proprio che il pc funga da “strumento protettivo”, che tuteli da un eventuale rischio emotivo dell’incontro con l’altro\a.
La mancanza della fisicità ed olfattività del linguaggio on-line, in realtà crea un “autismo tecnologico”, una condizione di solitudine affettiva, di mancanza dell’incontro con l’altro.
La mancanza della fisicità ed olfattività del linguaggio on-line, in realtà crea un “autismo tecnologico”, una condizione di solitudine affettiva, di mancanza dell’incontro con l’altro.
Nell’epoca digitale, il messaggio, la e-mail, le chat, contribuiscono a creare la giusta distanza dal mondo dell’altro, ancora più del telefono, una sorta di via di mezzo tra “l’urgenza di esserci, di toccarsi, accarezzarsi, che caratterizza l’innamoramento e l’'Amore e la rassicurazione di una possibile disponibilità affettiva”.
Sembra che la tecnologia correlata all’Amore abbia una funzione di mediazione, tra il rischio emotivo dell’incontro amoroso e la mediazione virtuale.
Le relazioni sentimentali oggi, ai tempi di internet ed in una società liquida, sono spesso caratterizzate da un senso di cronica precarietà, gli amori a tutto tondo spaventano, destabilizzano e facilitano la fuga, quindi l’etere con le sue seduzioni e strategie amorose, rappresenta una sorta di “spazio transizionale” tra l’innamoramento e l’amore, tutelando e facilitando meccanismi di difesa psichici.
Sembra che la tecnologia correlata all’Amore abbia una funzione di mediazione, tra il rischio emotivo dell’incontro amoroso e la mediazione virtuale.
Le relazioni sentimentali oggi, ai tempi di internet ed in una società liquida, sono spesso caratterizzate da un senso di cronica precarietà, gli amori a tutto tondo spaventano, destabilizzano e facilitano la fuga, quindi l’etere con le sue seduzioni e strategie amorose, rappresenta una sorta di “spazio transizionale” tra l’innamoramento e l’amore, tutelando e facilitando meccanismi di difesa psichici.
I ragazzi oggi, si raccontano, parlano, innamorano mediante questi “oggetti tecnologici o mediatori” e ad incontro avvenuto, vivono sulla loro pelle la sgradevole sensazione di smarrimento, come se non sapessero più comunicare senza telefono, facebook o pc..
Le emozioni ed i sentimenti , durante l’incontro reale con l’altro\a, rimangono intrappolate da un’incapacità emozionale e verbale, con una difficoltà estrema di espressione mediante altre modalità, come quelle verbali e gestuali.
Le emozioni ed i sentimenti , durante l’incontro reale con l’altro\a, rimangono intrappolate da un’incapacità emozionale e verbale, con una difficoltà estrema di espressione mediante altre modalità, come quelle verbali e gestuali.
Quindi per concludere, internet, sentimenti ed Amore , vanno d’accordo?
Un more pensato, voluto, coltivato via etere, e' diverso da uno vissuto, nutrito di sensi, umori e malumori.
L’etere può rappresentare il precursore di un incontro, così come può fungere alla sua manutenzione, ma non può affatto essere sostitutivo di un amore reale.
L’amore può adoperare la tecnologia per nascere, crescere e sintonizzarsi, ma un “utilizzo esclusivo” dell’etere non aiuta l’amore in tutte le sue declinazioni.
Un more pensato, voluto, coltivato via etere, e' diverso da uno vissuto, nutrito di sensi, umori e malumori.
L’etere può rappresentare il precursore di un incontro, così come può fungere alla sua manutenzione, ma non può affatto essere sostitutivo di un amore reale.
L’amore può adoperare la tecnologia per nascere, crescere e sintonizzarsi, ma un “utilizzo esclusivo” dell’etere non aiuta l’amore in tutte le sue declinazioni.
venerdì 16 agosto 2013
L'amore romantico non è un lucchetto
Agli ossessivi, agli stalker, ai persecutori d’altri e di se stessi non farebbe male riflettere su quel che scrive Tony De Mello a pagina 59 del suo longseller «Messaggio per un’aquila che si crede un pollo» (ma il titolo originale è Awareness, Consapevolezza). «Noi non proviamo dolore quando perdiamo qualcosa a cui abbiamo concesso la libertà e che non abbiamo mai tentato di possedere. Il dolore è sintomo del fatto che ho condizionato la mia felicità a questa cosa o a questa persona». Cioè, rigirando i verbi al positivo, noi proviamo dolore quando perdiamo qualcosa o qualcuno a cui non abbiamo concesso la libertà. Qualcosa o qualcuno che abbiamo tentato di possedere.
Eppure poeti e cantanti ci inculcano che l’amore è possesso e la perdita del bene amato una mutilazione. A scuola, in famiglia e fra amici è grosso modo questa l’educazione sentimentale che abbiamo ricevuto. Siamo arrivati a identificare l’amore romantico con un lucchetto, simbolo di chiusura ermetica. Ci hanno insegnato a dipendere emotivamente dagli altri e a convincerci che la dipendenza generi felicità. Invece innesca paura della perdita. E dove c’è paura non c’è amore, perché l’amore vero non conosce condizioni, pretese, aspettative. Scrive De Mello: «Come potete dire che mi amate, se avete bisogno di me per la vostra felicità?».
Sono parole che fanno il contropelo a convincimenti indotti e ormai acquisiti. Ma prima che il cervello ci spinga a cestinarle come l’ennesima bizzarria new age, dovremmo provare a fare silenzio dentro di noi e ad ascoltarle davvero. Potremmo scoprire che contengono una verità talmente profonda da incutere dapprima smarrimento e poi euforia. Ci si può rassegnare a una vita mutilata e mediocre, intrisa di vittimismi e appoggiata alle proprie debolezze, che attireranno nuove iatture e recriminazioni. Ma si può anche fare la scelta opposta e diventare consapevoli della propria forza, condizione indispensabile per attrarre le persone e le cose giuste per noi. Basta svegliarsi. Acquisire consapevolezza di sé. Gli uomini si domandano se esista una vita dopo la morte. Ma la domanda che dovrebbero farsi - dice De Mello - è se esista una vita prima della morte. E cominciare a viverla, finalmente.
lunedì 12 agosto 2013
L'amore romantico
L'amore "romantico" ha un significato; quando l'amore fra due esseri umani assume caratteristiche riconducibili al romanticismo (struggimento, comunione, affetto, passione anche fisica), questo viene definito amore romantico, per distinguerlo dal sentimento d'affetto verso i membri di una famiglia o verso altri esseri umani, o anche tra esseri umani e animali domestici. Il termine amore viene anche utilizzato per definire l'intensa passione per qualcosa (un'attività, un oggetto), o come forma di dedizione totalizzante a un ideale, per es. spirituale o religioso.
Il gesto della condivisione disinteressata di qualcosa di proprio con un altro, è solitamente inteso come un gesto d'amore.
Il dibattito sul significato di amore nella lingua italiana è ampio, il termine racchiuderebbe comunemente le seguenti sfaccettature:
- amore familiare verso i familiari o i parenti
- amore per gli amici
- amore per se stessi
- amore romantico
- amore sessuale (considerato da alcuni più un istinto che una vera e propria forma d'amore)
- amore platonico, amore romantico verso qualcosa o qualcuno in cui un eventuale coinvolgimento fisico è solo un mezzo per raggiungere l'amore spirituale
- amore caritatevole (detto anche bontà o misericordia), aiutare i bisognosi, gli affamati, gli animali feriti
- amore ideale, per qualcosa di astratto o inanimato, come un'idea o un obiettivo
- amore politico o sociale, per i propri principi, la propria nazione o patria, la propria dignità, il proprio onore e l'indipendenza
- amore di fede verso qualche essere divino o Dio (detto anche devozione)
sabato 10 agosto 2013
Il simposio
Nell'Antica Grecia gli uomini ogni sera per conversare si riunivano nella casa di un ricco. Qui avveniva il Simposio
(ovvero "cena") nel quale gli amici, rispettando i principi
dell'ospitalità e dell'avvenimento, si lavavano le mani, il corpo, e poi
sorseggiavano buon vino. Successivamente uno degli invitati sceglieva
un tema per la discussione e cominciavano a dialogare fino alla fine
della nottata.
Luciano De Crescenzo propone il dialogo di Platone.
Nel dialogo di Platone, Socrate partecipa a un banchetto serale (appunto il simposio) condotto dal poeta Agatone. Gli invitati oltre al filosofo sono Fedro, Eurissimaco, Aristofane, Pausania, Aristodemo (che racconta poi la vicenda all'amico Apollodoro) e infine l'imbucato Alcibiade.
Nel simposio greco si osservavano severe regole: bisognava lavarsi le mani, mangiare in abbondanza, risciacquarsi le mani, bere a sazietà vino mischiato a miele e poi conversare con gli amici. Nella sala erano ammessi solo uomini (le donne dovevano dormire nel gineceo) che. se volevano, potevano giacere nel triclinio di un loro compagno.
Socrate giunge solo verso la fine del banchetto, dato che durante il viaggio si era fermato a meditare e gli amici, dopo aver mangiato e bevuto, decidono di parlare dell'Amore (Eros). Eurissimaco propone l'argomento e Fedro inizia a esprimere i suoi pareri. Per lui l'Amore è il più antico di tutti gli Dei, come dice Esiodo e che ogni cosa che è bella, ed è amata, equivale al bene.
Il secondo a parlare è Pausania, egli afferma che esistono due tipi di Amore, collegati alla dea Afrodite. In base all'etica di comportamento di un amante e di un amato si stabilisce il genere di dea. Esiste Afrodite Urania, simbolo del sentimento, e Afrodite Pandemia, rappresentante della lussuria e dell'amore volgare.
Il terzo a prendere la parola è Eurissimaco, perché Aristofane ha la tosse; secondo lui esistono vari tipi di amore, il più benefico e speciale è quello collegato alla medicina e alla salute, essendo Eurissimaco un medico.
Ma Aristofane lo interrompe per dire la sua: in un tempo remoto sulla terra esistevano esseri detti "Androgini" possedenti quattro braccia, quattro gambe, due teste, quattro occhi eccetera, molto superbi e sfrontati. Per questo Zeus li ha puniti dividendoli in due. Dalla spaccatura sono nati gli uomini e le donne e insieme a loro il desiderio d'amore di unirsi l'uno con l'altra.
L'ultimo a parlare è Socrate: secondo lui Amore è il risultato dell'unione amorosa degli dei Espediente e Povertà, il primo furbo e imbroglione, l'altra misera e malconcia. Quindi Amore sarebbe un dio povero e imbroglione che andrebbe insidiando le menti dei giovani e delle ragazze e compiendo tutti i mali possibili.
Dopo una contestazione da parte degli invitati nella sala fa irruzione Alcibiade ubriaco chiedendo di unirsi al simposio. Questi si va a sedere nel triclinio di Agatone, frapponendosi fra lui e Socrate, il suo amante e si mette a discorrere con gli altri. Poi, provato dal desiderio di amore e rispetto per il compagno, comincia a esprimere i suoi pensieri riguardo al filosofo. Alcibiade si era innamorato di Socrate sin da quando lo aveva sentito usare per la prima volta la sua "dialettica" e ha tentato tutto pur di essere ricambiato da lui, riuscendoci alla fine, ma in parte.
Fonte: Wikipedia
Luciano De Crescenzo propone il dialogo di Platone.
Nel dialogo di Platone, Socrate partecipa a un banchetto serale (appunto il simposio) condotto dal poeta Agatone. Gli invitati oltre al filosofo sono Fedro, Eurissimaco, Aristofane, Pausania, Aristodemo (che racconta poi la vicenda all'amico Apollodoro) e infine l'imbucato Alcibiade.
Nel simposio greco si osservavano severe regole: bisognava lavarsi le mani, mangiare in abbondanza, risciacquarsi le mani, bere a sazietà vino mischiato a miele e poi conversare con gli amici. Nella sala erano ammessi solo uomini (le donne dovevano dormire nel gineceo) che. se volevano, potevano giacere nel triclinio di un loro compagno.
Socrate giunge solo verso la fine del banchetto, dato che durante il viaggio si era fermato a meditare e gli amici, dopo aver mangiato e bevuto, decidono di parlare dell'Amore (Eros). Eurissimaco propone l'argomento e Fedro inizia a esprimere i suoi pareri. Per lui l'Amore è il più antico di tutti gli Dei, come dice Esiodo e che ogni cosa che è bella, ed è amata, equivale al bene.
Il secondo a parlare è Pausania, egli afferma che esistono due tipi di Amore, collegati alla dea Afrodite. In base all'etica di comportamento di un amante e di un amato si stabilisce il genere di dea. Esiste Afrodite Urania, simbolo del sentimento, e Afrodite Pandemia, rappresentante della lussuria e dell'amore volgare.
Il terzo a prendere la parola è Eurissimaco, perché Aristofane ha la tosse; secondo lui esistono vari tipi di amore, il più benefico e speciale è quello collegato alla medicina e alla salute, essendo Eurissimaco un medico.
Ma Aristofane lo interrompe per dire la sua: in un tempo remoto sulla terra esistevano esseri detti "Androgini" possedenti quattro braccia, quattro gambe, due teste, quattro occhi eccetera, molto superbi e sfrontati. Per questo Zeus li ha puniti dividendoli in due. Dalla spaccatura sono nati gli uomini e le donne e insieme a loro il desiderio d'amore di unirsi l'uno con l'altra.
L'ultimo a parlare è Socrate: secondo lui Amore è il risultato dell'unione amorosa degli dei Espediente e Povertà, il primo furbo e imbroglione, l'altra misera e malconcia. Quindi Amore sarebbe un dio povero e imbroglione che andrebbe insidiando le menti dei giovani e delle ragazze e compiendo tutti i mali possibili.
Dopo una contestazione da parte degli invitati nella sala fa irruzione Alcibiade ubriaco chiedendo di unirsi al simposio. Questi si va a sedere nel triclinio di Agatone, frapponendosi fra lui e Socrate, il suo amante e si mette a discorrere con gli altri. Poi, provato dal desiderio di amore e rispetto per il compagno, comincia a esprimere i suoi pensieri riguardo al filosofo. Alcibiade si era innamorato di Socrate sin da quando lo aveva sentito usare per la prima volta la sua "dialettica" e ha tentato tutto pur di essere ricambiato da lui, riuscendoci alla fine, ma in parte.
Fonte: Wikipedia
giovedì 8 agosto 2013
Sonetto XVII
Non t'amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t'amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, tra l'ombra e l'anima.
T'amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.
T'amo senza sapere come, né quando, né da dove,
t'amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti
che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.
Pablo Neruda
Anche tu vuoi che qualcuno ti dedichi una poesia del genere? Nella nostra chat x single romantici lo puoi trovare!
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t'amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, tra l'ombra e l'anima.
T'amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.
T'amo senza sapere come, né quando, né da dove,
t'amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti
che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.
Pablo Neruda
Anche tu vuoi che qualcuno ti dedichi una poesia del genere? Nella nostra chat x single romantici lo puoi trovare!
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